Biella. Dopo la “creatività” Unesco, di nuove candidature (a Comunità europea dello Sport) e nuove cubettature in via Italia

0

Oltre ad un bel sito internet e ad un fantomatico assessorato, di Biella Città Creativa Unesco (ormai dal 2019) si è visto poco e niente. Per carità, siamo sotto pandemia, non dimentichiamolo, ma il grande contenitore di cui tanto si è parlato e scritto appare ancora soverchiamente vuoto.

Bene ma non benissimo, come dice qualcuno.

E mentre c’è da lavorare sui contenuti “creativi”, ecco che, come per magia, spunta una nuova candidatura biellese. Ci candidiamo a Comunità europea dello Sport. Non solo la Città di Biella, in realtà, ma l’intero territorio provinciale. Hanno già aderito all’iniziativa ben 33 Comuni, oltre al capoluogo-capofila.

Fa già strano che le destre, a schieramenti unificati, si mettano il lizza per qualcosa che porta nel nome “Comunità europea”. Pensavamo che i sovranisti in salsa biellese provassero un certo ribrezzo per tutto ciò che, anche solo per assonanza, potesse rievocare indigeste istituzioni continentali.

Quindi, ben venga che, all’occorrenza, torni buono il vecchio adagio “Franza o Spagna purché se magna”.

Garante politico della nuova operazione visibilità (e lavoro, si spera!) è il solito, benemerito, SuperOnorevole Roberto Pella da Valdengo, che con la sua mastodontica rete di contatti, tra Anci e federazioni sportive, pare stia puntando con decisione alla carica di Supereroe Marvel dello Sport Intergalattico.

Per competere all’assegnazione del titolo di “Comunità europea dello Sport”, il Biellese si propone con un sottotitolo: Terra della lana: sport, benessere, turismo e moda”. Di tutto un po’, come nel brodo primordiale caro alla propaganda leghista. D’altro canto, ieri mattina, al Museo del Territorio Biellese, lo stato maggiore del Carroccio piemontese era quasi al completo, schierato in uniforme da parata.

Al Chiostro di San Sebastiano c’era pure – e ci mancherebbe – l’assessore regionale allo Sport, Fabrizio Ricca (anch’egli in quota Lega), che, oltre a benedire la candidatura laniera, ha annunciato quello che tutti (ma proprio tutti!) i biellesi sognavano da tempo: nel 2021 il capoluogo ospiterà una partenza di tappa del Giro d’Italia.

Wow, spettacolo! Tutto molto, molto bello! Anche perché paga la Regione, dal momento che la Carovana Rosa non si avvicina nemmeno ad una qualsivoglia città se non dietro lauto compenso. Ora, preme ricordare anche che qualcun altro, prima di Corradino, Moscarola, Ricca e compagnia briscola, ha portato a Biella una tappa rosa nel Giro del centenario.

Così, per amor di cronaca, poiché – lo sappiamo bene – la memoria della gente è sempre troppo corta.

Al di là del Giro d’Italia, e nella speranza che la candidatura vada a buon fine (approfittiamo per fare il nostro “in bocca al lupo” al consigliere comunale Edoardo Maiolatesi, neo presidente dell’apposito comitato), stamattina su La Stampa il sindaco Corradino si pavoneggia con il restyling di via Italia a costo zero. L’intento del primo cittadino e della sua giunta è quello di riportare i biellesi a calpestare i nuovi cubetti in porfido fino a consumare le suole delle scarpe.

Forse il buon Re Claudio non si avveduto del fatto che i biellesi in centro ci sono già tornati (certo, compatibilmente con le restrizioni anti Covid), ma sono i negozi che stanno venendo meno e le vetrine vuote non fanno da contorno ideale alle classiche “vasche” nel salotto buono di Biella.

Condividi:

Commenti chiusi