Biella. Contro il becero oscurantismo delle destre, domani flash mob per l’autodeterminazione delle donne e delle persone LGBT+

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Quelli che mercoledì scorso in Senato si sono astenuti dal voto per concedere a Patrick Zaki la cittadinanza italiana sono gli stessi “patrioti” che in Piemonte mettono continuamente sotto attacco l’autodeterminazione delle donne e delle persone LGBT+. Sono quelli che si battono, contro la pillola abortiva (la RU 486), per l’obiezione di coscienza e che con una circolare regionale lasciano libero accesso nei consultori alle associazioni antiabortiste, sottoponendo le donne che hanno fatto una scelta, già di per sé difficile, ad altre tribolazioni psicologiche. Il diritto all’interruzione di gravidanza è garantito da una Legge dello Stato. Ideologia, propaganda e becero oscurantismo propugnati da una parte politica non dovrebbero mai minare i diritti delle persone.

Per tutte queste ragioni, domani, sabato 17 aprile (ore 10.30) davanti a Palazzo Oropa si terrà flash mob a supporto delle manifestazioni che nella stessa giornata si svolgeranno a Torino per evidenziare i continui attacchi all’autodeterminazione delle donne.

Di seguito il comunicato stampa diffuso da CGIL, UIL e Associazione VovidiDONNE che organizzano la manifestazione di domani.

La Regione Piemonte ha emanato una circolare che consentirà ai volontari delle associazioni private anti abortiste di entrare nei consultori e ospedali pubblici sottoponendo le donne, che hanno deciso di abortire, ad un ulteriore stress fatto di propaganda e ideologia. I consultori e gli ospedali sono luoghi pubblici e laici e tali devono rimanere, aprire a queste associazioni private serve solo a mortificare e intralciare una volta in più una decisione delle donne. Il diritto all’aborto è sancito da una Legge dello Stato, ma incontra sempre ostacoli dovuti alla burocrazia e alla carenza di personale.

La regione Piemonte, sulla scia di altre regioni come Veneto, Marche, Umbria, Abruzzo e Friuli, tenta di realizzare politiche repressive sul diritto all’aborto: rendendo le procedure più complesse, ampliando l’obiezione di coscienza, introducendo vincoli di ospedalizzazione per la somministrazione della pillolaRU 486, dando spazio ad associazioni antiabortiste private di divulgare la loro ideologia. I consultori sono nati per il diritto alla salute delle donne, alla procreazione cosciente e responsabile e per garantire il diritto all’interruzione della gravidanza e, cosa più importante, sono strutture pubbliche che non possono demandare a dei privati non professionisti l’assistenza psicologica.

La Regione Piemonte, ha deciso, di unirsi a questo attacco diffuso in tutto il Paese contro il diritto delle donne e delle persone tutte all’autodeterminazione. Stessi attacchi contro i quali stanno lottando i movimenti femministi e LGBTQIA+ di Ungheria e Polonia mentre le donne turche stanno tenacemente protestando contro il ritiro dalla Convenzione di Istanbul da parte della Turchia. La regia di questi movimenti è strutturata e potente, vi si celano strutture religiose estremiste e di estrema destra con il disegno di voler “ristabilire l’ordine naturale: Agenda per l’Europa”. Sono organizzazioni contro i diritti umani, contro i diritti delle donne, contro i diritti delle persone LGBTQIA+.

Noi saremo in piazza perché vogliamo fermare questi attacchi e chiediamo: l’accesso gratuito alla contraccezione e alle cure ginecologiche; l’accesso garantito, sicuro e gratuito all’aborto; educazione alla sessualità consapevole e libera. I consultori devono restare pubblici laici e devono essere finanziati per renderli accessibili e accoglienti per la salute delle donne e di tutte le persone di soggettività LGBTQIA+.

Aderiscono: DONNE NUOVE, NON SEI SOLA, ASSOCIAZIONE UNDERGROUND, CONFERENZA DEMOCRATICHE BIELLESE, GIOVANI DEMOCRATICI, IL GROVIGLIO

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