Biella. Consiglio comunale: ok al supermarket di via Carso, ma c’è lo spettro del danno erariale?

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Se n’era già parlato, e discusso, ampiamente nei giorni scorsi sia sulla carta stampata che sui social, quindi anche un bambino avrebbe potuto aspettarsi che gli animi si sarebbero surriscaldati al momento della discussione del punto 6 all’ordine del giorno del Consiglio comunale di ieri.

“Favori del pronostico” abbondantemente rispettati, con la minoranza sulle barricate e la maggioranza che, incurante, con votazione nominale ha approvato la convenzione tra Comune di Biella e Nord Ovest Immobiliare srl che porterà alla costruzione all’apertura di un nuovo supermercato (il 36° a Biella) in via Carso. Il tutto, come più volte eccepito, senza nemmeno passare preliminarmente dall’apposita Commissione consiliare, quella sul Commercio (c’è stata invatti una modifica di destinazione d’udo da residenziale a commerciale), prima di portare la proposta di delibera al cospetto dell’organo consiliare.

Due gli argomenti tecnici del contendere: la deroga al vigente regolamento edilizio (con una querelle sulle distanze) e la concessione di una servitù di passaggio a tutto vantaggio del privato con il quale verrà sottoscritta la convenzione.

Il dibattito è stato rovente fin dalla questione pregiudiziale, ovvero il mancato passaggio in Commissione Commercio. La minoranza PD ha insistito molto su questo punto, in omaggio al precedente di qualche anno fa (caso Lidl di via Ivrea), quando il passaggio in Commissione, sollecitato dalla minoranza di allora, fu regolarmente concesso e messo agli atti.

«Probabilmente – afferma Marta Bruschi, neo eletta consigliere del PD – l’approvazione della delibera sarebbe slittata di un mese o giù di lì, ma vista l’importanza dell’argomento ci pare che potesse essere uno slittamento accettabile. La maggioranza ha respinto la nostra richiesta senza quasi argomentare, come ha rilevato anche il consigliere Foglio Bonda di Buongiorno Biella».

Il carico da 90, però, lo ha messo sul tavolo l’ex sindaco Marco Cavicchioli: pochi i 123mila euro chiesti alla Nord Ovest Immobiliare srl per la servitù di passaggio. Si tratta di una quantificazione ripresa da un progetto del 2009 che però si fondava su altre caratteristiche. In poche parole, la somma oggi pattuita non è stata riparametrata e potrebbe portare ad uno sbilanciamento in termini di redditività ad esclusivo vantaggio di un soggetto privato.

Se così fosse, potrebbe addirittura profilarsi un danno erariale a carico del Comune di Biella. A questo punto, e proprio in virtù di quest’ultima rimostranza, la minoranza Dem ha chiesto e ottenuto il voto nominale (palese).

Anche il problema delle volumetrie non è di poco conto. Sempre l’ex primo cittadino ha fatto notare come nel caso del Lidl di via Ivrea le volumetrie siano state ampiamente ridotte: in quel caso, infatti, al posto di un vecchio edificio industriale abbandonato, fatiscente e pieno di amianto è stato costruito un fabbricato decisamente più piccolo a fronte di oneri decisamente più gravosi per la “controparte” privata. Oggi, per converso, un’area verde (prato e alberi) viene sostituita da un manufatto in cemento.

Furibonda Valeria Varnero, ex assessore ai Lavori Pubblici: «È stata più volte richiamata una convenzione che risale al 2009, peraltro deliberata dall’Amministrazione Gentile e non da quella precedente dell’allora sindaco Barazzotto (di cui Valeria Varnero faceva parte come semplice consigliere comunale, ndr), peccato però che in quel caso la convenzione avesse un carattere residenziale, mentre quella di oggi si riferisce ad immobili ad uso commerciale, che hanno un valore molto più alto. Di fatto cosa è successo? Che la giunta Corradino ha recepito tutte le richieste del privato a scapito degli interessi della collettività».

Non hanno convinto le minoranze (Dem e Liste civiche che fanno capo a Dino Gentile) le argomentazioni in replica del capogruppo della Lega Alessio Ercoli che ha sottolineato quanto l’operazione di cui si discuteva fosse un primo tassello per la riqualificazione complessiva di via Carso e zone limitrofe.

«Inoltre – ha puntualizzato ancora Ercoli -, l’istanza che abbiamo portato in delibera sotto forma di convenzione era stata posta all’ex sindaco Cavicchioli il 15 maggio di quest’anno, ma lui sostanzialmente ha deciso di non decidere. Si chiedeva una modifica della convenzione con una variazione dall’uso residenziale a quello commerciale. Oggi si passa da oltre 14mila metri quadrati deliberati nel 2009 a 5.620 metri quadrati, oltre 8.700 metri quadrati in meno e, conseguentemente, con una minore cementificazione. Ricordo che il supermarket verrà costruito dietro all’attuale area verde, al posto di due condomini da 60 unità abitative ciascuno. Chiudo precisando che una parte degli oneri che il privato pagherà al Comune verranno utilizzati per la costituzione di un fondo a beneficio dei negozi di vicinato perché la Lega è il partito più attento ai piccoli commercianti».

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