Biella. Ci risiamo: in piena emergenza sanitaria, la perla di saggezza del SuperAssessore ai Lavori Pubblici

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Le capacità di un amministratore pubblico, di un politico, di uno statista si misurano non durante l’ordinaria amministrazione, ma nelle difficoltà, nelle crisi, nelle… pandemie. Ecco, al tempo della pandemia da Coronavirus, la Città di Biella, sul versante Amministrazione, dà ancora un grande esempio di classe, lucidità, acume.

Mentre il buon sindaco Corradino e il suo vice Moscarola, glielo riconosciamo (se lo meritano!), si stanno davvero prodigando per alleviare i disagi alla popolazione, soprattutto a quella più fragile, causati dall’isolamento forzato e dalle varie misure restrittive emanate dal governo per il contenimento di Covid-19, a regalare perle di saggezza sui social ci pensa il SuperAssessore ai Lavori Pubblici, Davide Eugenio Zappalà (Fratelli d’Italia, giusto per chi non lo sapesse).

Il fulgido esempio dello spessore politico e umano di un uomo che si trova al vertice di un assessorato “pesante” come quello ai Lavori Pubblici è compendiabile nel post GENIALE che “il fratellino” ha regalato alla sua claque su Facebook: Da 11 giorni non arrivano più migranti sulle nostre coste, record da 3 anni. Immagino sia per paura del #coronavirus. Quindi le guerre, le persecuzioni, le carestie dalle quali scappano e che tanto commuovono i nostri professionisti dell’accoglienza, sono comunque meno gravose della situazione che stiamo sopportando noi italiani”. 

La prima domanda che ci viene in mente è: chissà quali e quante energie mentali e fisiche l’assessore ha dovuto profondere per arrivare, finalmente, a partorire un pensiero così STRAORDINARIO…

La seconda, come accade sempre quando i fratellini biellesi elargiscono al volgo la loro ineffabile scienza, condita con quel pizzico di saggezza che al resto dell’umanità difetta, è: ma tutta questa dabbenaggine è farina del suo sacco, o lo sforzo creativo è stato supportato da qualche aiutino proveniente “dal gobbo” capitolino?

Già perché il burattinaio, non ha sempre voglia di esporsi in prima persona, non può tutte le sante volte rischiare l’inciampo istituzionale… E allora cosa fa? Parla (o scrive, come in questo caso) per interposta persona. Da perfetto generale romano, che dall’alto della collina osserva le sue legioni mentre vanno ad immolarsi, regalando il loro sangue alla Patria, e scende nella mischia solo a risultato acquisito.

Tra l’altro, forse non lo sanno i fratellini, nel mondo è arrivato internet, la globalizzazione, il “Grande Fratello” (di sicuro molto più grande di loro). Ergo, se sono un migrante che scappa dalla sua terra per i motivi brillantemente enumerati dal SuperAssessore, magari evito, dopo aver rischiato la pelle a casa mia, di andare a rischiarla a casa d’altri. Lo so che in Italia c’è il Coronavirus, che arriva dalla Cina, dove un po’ di gente ci ha lasciato le penne. Magari, semplicemente, scelgo di andare altrove…

Gente, ma per chi mi prendete? Non sono uno zulu, sono solo un povero migrante, ma pur sempre del XXI secolo.

Sta proprio male in arnese, una buona fetta dell’Amministrazione cittadina, se nemmeno di questi tempi riesce a tapparsi la bocca e a tenere un profilo più basso.

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